Ciascuno di noi prima o poi vede qualcosa e pensa “sì, carino, ma non lo vorrei in casa mia”. Ed è più o meno stato il mio pensiero quando venivo bombardato di immagini di leonberger da mia madre, accanita fan della razza fin dai primi anni del 2000.

E come spesso accade ho dovuto ricredermi: nel momento in cui mi sono trovato addosso settanta chili di pelo e morbidezza ho totalmente rivalutato la mia posizione. Intendiamoci: mi sono anche visto spianare tutti e quarantadue i denti davanti alla faccia, perché saranno pure paciocconi, ma i leon non si dimenticano di dover fare la guardia. Motivo in più per apprezzarli, in fin dei conti.

Ma tornando alla nostra storia bisogna dire che è stata piuttosto travagliata, come ogni storia che si rispetti: ci sono state esperienze negative che ci hanno quasi spinto a rinunciare, ma non abbiamo ceduto. Ci siamo trovati ad affrontare trecento chilometri per arrivare all’allevamento e siamo stati accolti da un numero spropositato di leon e altri cani di varie età e taglie.

Gli adulti, e in particolare il padre della cucciolata, erano immensi. Immaginate il mio stupore quando l’ho visto venirci incontro e scavalcare lo schienale di un divano con tutta la nonchalance -e la poca grazia- di cui era capace.

Fra tutti gli adorabili cuccioli la scelta è ricaduta sul più tonto e agguerrito: quello che mentre gli altri si godevano le coccole ne approfittava e cercava di mangiarti collane e orecchini.

E così, poche settimane dopo, eravamo in auto con questo trabiccolo di due mesi e quindici chili che zompettava per i sedili posteriori: iniziava ufficialmente l’avventura del nostro primo cucciolo, Groot.

Quando ingenuamente si pensa alla vita con un piccolo senza mai averne avuto uno ci si aspetta di stravaccarsi sul letto e godersi la compagnia di questo esserino tutto pelo e tenerezza, e invece ti ritrovi con una creatura pestifera che ti morde a tradimento il naso, ti mastica i capelli appena ti chini su di lui, piscia sul parquet e passa le sue prime notti a piangere nel kennel perché vorrebbe stare ovunque tranne che lì, anche se alla fine tutto ciò che fa è dormire.

L’ostacolo che temevamo di più, ovvero la presenza di una coppia di cani adulti già in casa, non si è rivelata poi così problematica: dopo l’iniziale incontro in terreno neutro, così che i tre potessero far conoscenza fuori dal territorio di ciascuno, la femmina si è presa a cuore il nuovo arrivato alleggerendo di molto il nostro lavoro di educazione in certi ambiti (la ringrazio per avergli insegnato a regolare il morso durante il gioco, e quindi avermi risparmiato un bel po’ di buchi), mentre il maschio… be’ lui gli ha insegnato la tecnica dell’opossum, ovvero “quando mi avvicino, tu smetti di respirare e ti fingi morto, così forse non ti sbrano per esserti trovato sulla mia strada”. Un’infanzia un po’ traumatica, in effetti.

Ma Groot è stata una pura rivelazione: una volta fugato il serio dubbio che gli mancasse qualche vertebra, viste le contorsioni in cui si esibiva nel sonno, ho realizzato che potevo finalmente andare per strada e nei negozi senza preoccuparmi che il cane cercasse di mangiarsi chi si avvicinava alle spalle o gesticolava con troppa veemenza. Il pensiero fisso durante questo periodo è stato qualcosa di simile a “ooh, ma allora è questo che si prova ad avere un cane socializzato! Wow!” .

Nel complesso si è rivelato un cucciolo piuttosto facile da gestire, anche se ho dovuto riorganizzare l’intera casa in funzione dell’altezza del suo muso: ho presto imparato che tutto ciò che si trova a meno di un metro da terra viene inevitabilmente e inesorabilmente masticato, con una certa qual predilezione per le ciabatte.

L’ansia da separazione l’abbiamo efficacemente combattuta nelle prime settimane attraverso il kennel, dove Groot si ritrovava chiuso la notte e le poche ore che passavo fuori casa, ed è stato molto più veloce del previsto: prima ancora di compiere i tre mesi aveva già smesso di piangere quando veniva lasciato solo, e il kennel non è più servito.

Ha persino imparato rapidamente a non sporcare in casa -anche se la differenza tra tappeto e traversina non gli è entrata in testa per diversi mesi. La sua passione per masticare collane e gioielli vari invece non è scemata: anzi, si è evoluta. A due mesi e mezzo aveva già sviluppato una vera ossessione per mordere mani e nasi. Per fortuna la sua coordinazione lasciava ancora piuttosto a desiderare, perciò preannunciava i suoi attacchi sgranando gli occhi e tirando indietro la testa in maniera plateale. 

Il bello dei leonberger cuccioli è che sono intrinsecamente divertenti: intorno ai quattro mesi raggiungono i trenta chili e le dimensioni di un cane di taglia grande, ma conservano tutta la goffaggine e la mentalità dei cuccioli. Perciò ti ritrovi con questo gigante che caracolla per casa, con un senso dell’equilibrio pari a zero, che esplora e abusa delle novità scoperte: per esempio quando scoprì la piloerezione trascorse due intere settimane a drizzare il pelo ad ogni occasione buona. “Oh, un odore nuovo! Drizzo il pelo!”, “ehi! ehi! ehi! Un cane abbaia dall’altro lato della strada! Drizzo il pelo!”, “oooh guarda lì, un rametto che non ho mai visto. Drizzo il pelo!”. Per darvi un’idea, immaginate questo cosetto, con le sue zampe giganti e sproporzionate, il pelo che al tatto poteva essere scambiato per cotone, che drizza qualche ciuffo qua e là lungo il dorso e sul fondoschiena. Poi la novità è passata e ha smesso di riproporre la piloerezione venticinque volte al giorno. Ma è stata subito sostituita da altre novità in successione.

Altre abitudini invece sono dure a morire: nonostante il tempo non vogliamo saperne di smettere di masticare mani (o i garretti della sventurata e del tutto involontaria matrigna canina), continuiamo ad avere una passione sfrenata per l’acqua (anche se non ci immergiamo più le zampe né ci sdraiamo dentro le ciotole, ma solo perché non ci stiamo più), ci piace giocare ai cani indipendenti e in passeggiata afferriamo il nostro stesso guinzaglio fra i denti (siamo molto orgogliosi di questo, perciò giriamo impettiti e a coda alta ogni volta che lo catturiamo) e troviamo il nostro muso dannatamente pesante: quindi, logica conseguenza e visto che siamo dell’altezza giusta, spesso e volentieri lo appoggiamo sulle sedie, sui tavoli o sulla schiena degli altri cani. 

Ritengo però che ci aspetti un lungo lavoro sulla sua concezione di sé: a volte ci è poco chiara la differenza fra cane e gatto, e dobbiamo ancora capire non solo che è un atteggiamento tipicamente felino quello di svegliare il padrone in piena notte solo perché ci è venuta voglia di coccole e grattini, ma anche che pesiamo più di cinquanta kg e sdraiarsi sullo stomaco della gente che dorme non è il miglior modo per svegliarla.

Ad ogni modo la nostra esperienza alla E-dog non si è conclusa, infatti dopo il corso base abbiamo deciso di proseguire con quello avanzato. Ci attendono nuove scoperte e soprattutto nuove soddisfazioni!

Non dimenticherò mai il modo in cui ho incontrato te e le tue orecchie la prima volta. Eri ancora un cucciolo, ma il tuo essere bullo e tenero emergeva in modo lampante da come camminavi come il rais di una cittadina dell’hinterland milanese e da come chiedevi affetto con quel mugugno che sembrava una nenia da ora della preghiera islamica in tempo di ramadan al calar del sole.

Diciamo che crescendo le tue asperità caratteriali, usando un eufemismo, sono venute fuori. Quando ti sei trasferito a casa mia, pensavi di essere fidanzato con me, ovviamente con te nella posizione di uomo forte e dispotico della coppia. Ci ho messo del tempo ad affrancarmi. Prima abbiamo incontrato i teorici della leadership morbida innaffiata dal prozac. Ti eri abbastanza rincoglionito ma non smettevi quando arrivava l’occasione giusta di essere un vero stronzo, con me e con gli altri. Per non parlare della seconda volta in cui hai accolto la mia compagna Laura in casa. Quando hai capito che non era proprio un’ospite estemporanea diciamo che le hai fatto capire con le brutte che non avevi proprio piacere di condividere l’appartamento anche con lei. A quel punto i teorici della leadership autorevole, ma non autoritaria, vacillavano, ma continuavano a dare la colpa alla tua sordità, a qualche possibile rotella fuori posto (ipotesi che due anni più tardi una TAC successiva avrebbe sconfessato in pieno), al mio non saper coniugare in pieno i dettami coranici della “leadership autorevole ma non autoritaria”.

Poi d’improvviso è arrivato Leo. E-dog non esisteva ancora, ma le competenze di Leo erano già lì. Il primo incontro è stato degno delle migliori scene del film “L’esorcista”. E’ bastato però poco affinché le pratiche suggerite da Leo facessero il loro effetto. Non eri più un cane impasticcato. Eravamo divenuti una coppia molto più bilanciata e fedele a secoli di evoluzione del cane e dell’uomo. Eri infatti il migliore amico dell’uomo, più di prima e come prima, ma avevi capito che ero io a gestire le risorse e a te spettava semplicemente il compito di farti proteggere da me e affiancarmi. Il luogo delle tue dormite e dei momenti di relax si era spostato dal divano al kennel, uno strumento che solo qualche mese prima sarebbe sembrato a me come una prigione foscoliana. Il cibo non si mangiava più con delle supplichevoli nenie al cospetto di chi era seduto a tavola. Era incredibile come un cambiamento radicale fosse accaduto applicando pochi semplici principi, segno del fatto le corrette modalità di rapporto con l’uomo erano scritte nei tuoi geni plasmati da secoli di evoluzione del rapporto cane-uomo. Certo la ritrovata vita di coppia non ti esulava a volte di essere un po’ stronzo con Laura, con mio papà, e con i tuoi cugini cani, la tenera Tullia ed il mite Hercules.  Chi più o chi meno aveva però imparato ad accettare i tuoi momenti fumantini, che forse erano solo il risultato della tua sordità o del non aver corretto le tue asperità quando eri un cucciolo da copertina. Intanto eri divenuto pure un cane montanaro, e ci accompagnavi spesso nelle nostre camminate in montagna sia di inverno che di estate. Rimarrà negli annali quella volta in cui hai seminato il panico in un pascolo di mucche da alpeggio in Valle Fredda.

In questa riscoperta del rapporto con te mi hai dato la possibilità di impratichirmi con la leadership, soprattutto nei momenti in cui serve il coraggio per essere duri, determinati ed andare fino in fondo. E’ qualcosa che non è facile applicare con gli umani, avere avuto un cane come te mi ha dato il privilegio di impararlo.

Poi arriva il capitolo triste della storia. Qualcuno ti ha avvelenato e hai sconfessato la nostra convinzione che con la tua baldanza e cocciutaggine avresti finito per sotterrarci tutti. Ma il compito di queste righe non è piangere o far piangere chi le legge, ma semplicemente raccontare quanto può essere straordinario ed istruttivo avere un cane e imparare a condurlo con dolcezza e determinazione. Grazie Ugo, per questo e per molto altro.

Ci sono alcuni momenti della mia vita che non scorderò mai. Il primo bacio, il giorno del mio matrimonio, il mio primo giorno di lavoro, la maturità… La vita di ognuno di noi è fatta di eventi così importanti ma così comuni.

Ci sono però dei momenti, isolati, che condizionano la nostra vita e rimangono indelebili e impressi nella mente, e alcuni di questi riguardano me il mio adorato Gray.

Ve ne racconto un paio per me davvero speciali, e mi risulta incredibile stare qui a raccontarli, considerando che, ottusamente, io un cane anni fa neanche l’avrei mai voluto e mai avrei pensato avrebbe fatto parte della mia storia.

Ecco il primo: non sto a raccontarvi la prima volta che ho visto Gray, o di tutte le estenuanti battaglie combattute (e vinte) da Manuela (mia moglie) per fare entrate un cucciolo in casa. Vi racconto la sera in cui Gray ci è stato portato a casa per la prima volta: aveva due mesi e qualche giorno, ci avevano messo in guardia che avrebbe potuto piangere tutta la notte per la mancanza di mamma e fratellini… Abbiamo trascorso una bella serata con amici e l’allevatrice di Gray, le solite foto di rito, i preparativi di casa per accoglierlo… Sembrava però di stare in una bolla, risultava ancora difficile crederci. Salutati gli ospiti, si chiude la porta e rimaniamo noi tre: Francesco, Manuela e Gray. Da quel momento è partito un nuovo capitolo della vita, con questo cucciolino con cui mi sentivo quasi in imbarazzo, non sapendo bene come approcciarmi, quali siano le cose giuste da fare o meno, nonostante i consigli di chi ci sta accanto, ci vuole bene e ci ha convinto ad affrontare questo grande passo. C’è un frammento, una frazione di secondo di quella sera che non scorderò mai: questa piccola palla di pelo che gira per casa, che segue come un’ombra Manuela, che familiarizza col suo nuovo ambiente. A un certo punto si ferma nel disimpegno, io intento a fargli le foto, distolgo lo sguardo dal telefono e i miei occhi si incrociano coi suoi. Sono quei momenti che durano attimi, ma che si inchiodano nella mente e che non si scorderanno mai. Solo in quel momento, in quegli occhi negli occhi con Gray ho realizzato quanto stava accadendo, quanto tutto questo fosse così importante e quanto amore avrei potuto dare e ricevere da quel cucciolo così piccolo, e che fino a quel momento non avrei mai neanche lontanamente immaginato.

Il secondo: la prima lezione del corso che io e Gray abbiamo affrontato presso la E-DOG di Leonardo. Faccio una breve premessa: Gray è un cane tanto bravo, amorevole coi bambini, giocherellone con gli adulti, socievole con gli altri cani, di qualsiasi razza e sesso. Unico difetto, in passeggiata un vero pazzo. Qualsiasi odore lo deve annusare, qualsiasi altro cane gli deve correre incontro. Strattoni su strattoni, con le braccia, le spalle e la pazienza mie e di Manuela che non ne potevano più. Così, in preda alla disperazione di non poter fare una passeggiata sereni con Gray, ci siamo recati a seguito di consiglio di amici dalla E-DOG di Leonardo, e ci siamo iscritti a questo corso nella speranza di migliorare le cose.

Ero convintissimo che l’avrebbe affrontato Manuela, e invece anche a seguito del consiglio di Leo ho affrontato il corso in prima persona. Considerate che non amo molto mettermi in gioco, non amo gli impegni e sono pigro.

Arriva il primo giorno del corso: un disastro. In mezzo ad altri cani, un continuo, assiduo tirare, abbaiare, mugolare. Non riuscivo a sentire Leonardo parlare talmente era incontrollabile Gray. Finita la lezione ero distrutto e psicologicamente stremato, ma per nulla sfiduciato e con qualsiasi dubbio spazzati via: dopo un’oretta e mezza dall’inizio del corso Gray si è tranquillizzato, stava in campo tranquillo e mi guardava. Io e lui in campo, insieme, a imparare e a conoscerci ancora meglio. Quel giorno ho capito che sarebbe cominciato un percorso speciale, che ci avrebbe unito ancora di più.

…Ed effettivamente alla fine del percorso, dopo 10 intense e divertenti lezioni, è arrivato un sorprendente primo posto tra i corsisti che mi ha riempito d’orgoglio, ma soprattutto la grandissima soddisfazione di aver compreso meglio non solo come non far tirare Gray in passeggiata, ma anche come comunicare con lui, come comprendere meglio i suoi segnali, le sue richieste, i suoi sguardi. Non solo gli sguardi d’amore, quelli li ho capiti sin dal primo giorno. ?

Adesso si aprirà per me e Gray un nuovo capitolo e un nuovo percorso con la fantastica E-DOG di Leonardo e il suo staff (perché non si smette mai di imparare), fatto di nuovi bellissimi momenti, e di frammenti indimenticabili!

 

Sono partita quando Wendy aveva già un anno, era molto indisciplinata, non riuscivo a instaurare un rapporto con lei e nel frattempo mi aveva rovinato: muri, tavolo, sedie... Iniziato il corso, già dopo le prime lezioni, si sono visti i primi risultati! Dopo tanti sforzi alla fine ce l'abbiamo fatta. Fino un anno fa all’incirca, non potevo portarla da nessuna parte, mentre ora qualche volta la porto al bar oppure in posti un po' più affollati, senza avere paura che non mi ascolti. Ogni tanto ai giardini la lascio libera, cosa che prima era impensabile e quando la chiamo corre subito da me. Sono contenta del percorso che abbiamo fatto insieme e dei suoi progressi. Sicuramente all'inizio è stata dura ma ne è valsa la pena!!!

Tutto naque a fine maggio 2018, tranne Sam, lei arrivò su questo mondo un mesetto e mezzo prima.
Luca e Vale si ritrovarono al canile comunale di Torino, intenti ad accogliere in casa e nel loro cuore un cagnotto, amano molto i cani, tanto che la vista di quei poveri animali rinchiusi gli rese l'impresa ardua, scegliere fu impossibile!
Ad un certo punto Luca esclamò: "Basta, o li prendo tutti, o non ne prendo nessuno". (vorrei vedere voi tenere 60 cani in una casa di 55 mq) Al ché amareggiati e col cuore affranto, i due si diressero verso l'uscita quando tutto ad un tratto (HERE COMES THE PLOTWIST) abbassando lo sguardo, Luca vide da sotto un telo verde (speranza) 6 zampine. Si affacciò per dare un'occhiata e vide 3 cagnotti di cui 2 color caramello ed 1 nerissimo, al contrario dei fratelli, Sammy, era posata e guardinga, fu amore a prima vista, lei scelse loro, e loro scelsero lei. Dopo svariate peripezie riuscirono a portarla con loro, ed indovinate quale fu la prima cosa che fecero? La portarono da Leo al campo cinofilo E-DOG (no sul serio, dal canile al campo e poi, a casa).

Volevamo che il nostro cane fosse sereno ed educato, dato che avrebbe potuto creare problemi in condominio e sopratutto in un ambiente piccolo, e così è stato, (tanto che i nostri vicini si sono accorti che avevamo adottato un cane dopo 3 mesi) ma non solo, l'addestramento ha anche creato un rapporto fantastico tra noi 3 perché lei ha imparato a comprenderci, ma soprattutto noi a comprendere lei, e tutto ciò è bellissimo, GRAZIE E-DOG!
Samantha ci ha cambiato la vita e ha portato serenità e gioia [chi avrebbe retto da solo con una donna in casa(mi ha chiesto la mia ragazza di scriverlo, lo giuro)], la amiamo tantissimo!

Kim è un bullterrier di un anno e due mesi bianco con una macchia nera sull'orecchio destro che lo rende adorabilmente buffo!
La nostra storia insieme è iniziata il 30 ottobre 2017, quando mi sono recata insieme con il mio papà nell'allevamento Naja Haje BT di Elena Bergamaschi a Pavia. Kim aveva solo 5 giorni di vita, fu amore a prima vista. I suoi occhietti ancora chiusi e il suo odore di latte mi fecero perdere la testa. Da li in poi ho cominciato a fare il countdown dei giorni e poi delle ore fino al momento che sono riuscita a portarlo a casa con me!
Io uscivo da una precedente esperienza sempre con un altro bullterrier di nome Black. Proprio perchè avevo già avuto a che fare con questa splendida razza pensavo di poter essere più facilitata nell'educazione di Kim e invece...
Fin da quando è arrivato a casa, Kim si è dimostrato molto affettuoso, dapprima con tutta la famiglia e poi quando ho cominciato a portarlo fuori per le prime passeggiate con le persone, bambini e gli altri cani.
Con il passare dei giorni il suo essere così espansivo è diventato irruenza e prepotenza.
Quando era un cucciolino di 6 kg era gestibile, ti saltava addosso e ti mordicchiava per giocare senza troppi danni. I primi problemi si sono verificati poco più tardi quando Kim ha cominciato ad essere 15, 20 e poi 27 Kg. Le sue manifestazioni di affetto e la sua continua voglia di gioco si sono trasformati in vere e proprie avanzate "delicate" di un carro armato.
Tra salti e morsi, i graffi e lividi erano diventati all'ordine del giorno.
Questa sua indisciplina era anche evidente nelle nostre passeggiate quotidiane, in cui era Kim che portava me in passeggiata e non il contrario.
Dopo l'ennesimo strattone e soprattutto morso perchè dovevo sempre assecondarlo nei giochi, ho deciso di portarlo da un professionista che mi potesse aiutare nel gestirlo e soprattutto che insegnasse a me come potevo approcciare meglio con il mio cane.
Decisi di contattare la ragazza dell'allevamento per sapere se lei, visto la sua grande esperienza con la razza, conosceva una persona da consigliarmi. Lei subito mi ha fatto il nome di Leonardo dicendomi che presto avrebbe aperto un centro di addestramento: E-Dog.
Qualche mese fa ho chiamato Leonardo spiegando la mia situazione e mi ha dato un appuntamento per conoscere me e Kim di persona. Durante l'incontro mi ha proposto di inserire Kim nel corso di educazione base. Io ho accettato.
Durante lo svolgimento del corso ci sono stati momenti "duri", un pò perchè Kim era abituato a fare come voleva lui, un po’ perchè io sbagliavo nei miei atteggiamenti e comportamenti verso di lui. Alla fine però siamo riusciti a fare grandi passi avanti!
Kim è molto più collaborativo, più disciplinato nella camminata e meno prepotente ed io ho imparato ad approcciare diversamente con lui, avere più polso e godermi di più i momenti insieme.
Sono molto contenta dei progressi e molto soddisfatta del nostro istruttore Leonardo che ha avuto molta pazienza e cura verso Kim, come anche tutto lo staff di E-Dog!
Proprio perchè sono felice dei nostri progressi, vorrei continuare con un altro corso in modo da imparare sempre di più e meglio!
Consiglio a chiunque abbia un cane il corso di educazione base che abbiamo seguito io e Kim per riuscire a rafforzare e consolidare il rapporto con il proprio peoloso come ho fatto io!

Cercavo un pelosetto perché la cagnolina dei miei era mancata lasciando il vuoto in casa nonostante loro non volessero più un cane. Non sapevo bene cosa volevo, sicuramente volevo adottare e non comprare e volevo aiutare qualche creatura in difficoltà anche adulta perché i cuccioli non avevano bisogno del mio aiuto per trovare casa.

Una volontaria per caso mi ha segnalato te....piccolo e simpatico diavoletto....una storia come tante...preso per fare giocare il bambino che ben presto si era stufato....poi preso una seconda volta ed abbandonato perché troppo poco Toy.... Tanti dubbi...i miei contro e quattro gatti in casa...cosa andavo cercando tra i mille impegni di ogni giorno.... Cercavo proprio te! Hai fatto un lungo viaggio per raggiungermi e quando ti ho visto tu adulto in mezzo a tutti quei cuccioli mi si è stretto il cuore...eri TU...IL MIO CANE.... Ci siamo capiti subito e siamo diventati inseparabili.... Hai portato allegria in casa ed hai conquistato anche i miei genitori ai quali ti lascio quando sono al lavoro. Però come fare a convivere con quattro gattoni più grandi di te...e così è iniziata l'avventura con e-dog, Leonardo ed il suo staff.

SPILLO è un cane adulto con le sue abitudini e capirlo significa anche essere capiti ed ascoltati da lui. Questo è quello che mi ha insegnato Leo: regole semplici, chiare e coerenti che aiutano a comunicare con il proprio cane. Metterle in pratica non è sempre facile ma quando vedi i primi risultati ne comprendi l'importanza. Oggi ho una grande famiglia pelosa che gioca e si rincorre allegramente grazie agli insegnamenti del corso ed alla pazienza di Leo.

So che dico banalità ma avere un cane al proprio fianco migliora la vita ed aumenta le difese immunitarie....pensateci!

Mhysa era la nostra bellissima cucciola di pastore tedesco. Testarda, irruente e con lo sguardo pieno d’amore. 
 
Ci siamo affidati a Leo quando aveva pochi mesi. Era scatenata e piena di energia, un disastro dietro l’altro (ciotole rotte, cuscini frantumati , cartoni della mia pizza trasformati in coriandoli...). Sicuramente colpa anche della mia inesperienza mentre Max avendo già un pastore (a suo tempo addestrato) era più preparato.
 
Sali sul divano, dormi sul letto e tanti bacini. Tutti errori che anche dopo le lezioni teoriche, nonostante le raccomandazioni, continuavo a fare e lei a fare tutto ciò che voleva. Ci era già stato proposto il Kennel, ma con la mia testardaggine l’ho rifiutato perché mi sembrava una gabbia. Sono passati pochi mesi e poi io stessa sono andata a comprarlo. Aveva ragione Leo, era diventato il suo posto.
 
Il corso base doveva essere l’inizio di un lungo percorso, che però non abbiamo potuto affrontare a causa del linfoma giovanile che le è stato riscontrato. A quel punto durante la chemioterapia non abbiamo più avuto bisogno di sgridarla, Mhysa si era tranquillizzata ed essendo terminale le abbiamo concesso un po’ tutto fino all’ultimo.
 
Sicuramente torneremo presso il centro cinofilo e-dog per i prossimi cuccioli di casa!
 
Sonia e Massimo

“La pace ha le sembianze di un cane. La gioia ha un folto mantello bianco e nero.” Graeme Sims.

 

6 anni fa LLuvia era la più casinista e monella della cucciolata.

Un naso a punta e una faccia con due occhi incazzati neri.

Un Border collie bianco e nero: famelica e possessiva della sua ciotola sin dal primo giorno. Al guinzaglio un vero e proprio cane da slitta. Come guardia del corpo niente male! Nessun estraneo ai suoi occhi poteva avvicinarsi a me. In caso contrario pizzicata o morso assicurato.

Uno dei tanti errori è stato quello di farla crescere e non correggerla fin da subito. Finchè era piccola e pesava pochi chili non faceva paura a nessuno. Il problema nasce quando la piccola monella diventa di 20 chili e i suoi occhioni incazzati prendono la piega di quelli di un serial killer esperto. A quel punto superare la soglia del giardino era quasi impossibile.

5 anni fa quindi l’urgenza è stata quella di intervenire e correggere la condotta al guinzaglio e il suo naturale istinto a pizzicare qualunque estraneo.

 A partire dalle mura di casa. In cambio di una scorpacciata di “bombi” adesso LLuvia camminava ad un passo normale ed accettabile. Lei super intelligente ed io super limitata da paure e condizionamenti.

Il suo istinto a pizzicare la persona estranea non è mai scomparso. Quello che ho sempre cercato di fare è stato di evitare di trovarmi in situazioni dove potesse verificarsi l’inconveniente ed abbiamo così vissuto innamorate l’una dell’altra privandoci però di tantissime belle occasioni da vivere.

Quest’anno è nata la E – DOG e dopo tanti anni ci siamo rimesse in gioco, ricominciando da zero con il corso base di educazione. Ed è proprio vero il nostro rapporto è migliorato, si è raffinato e siamo ancora più innamorate l’una dell’altra. Lei è più felice e serena e lo sono anche io. Oltre ad imparare le basi della comunicazione, il nostro legame si è rafforzato ma la cosa più bella mai provata è che, come una droga, non possiamo più fare a meno di esercitarci insieme e metterci alla prova ogni giorno.

LLuvia ha gli occhi più rilassati. Stiamo creando e vivendo occasioni che prima era impensabile affrontare. Ho capito l’importanza di partecipare ad un corso di educazione base, ma non solo; ho capito l’importanza di iscriversi ad un centro cinofilo condotto da un reale addestratore professionista; con il quale stiamo affrontando e superando la sua tendenza a pizzicare che per me è il suo aspetto più insidioso.

Sono stata fortunata e sono stata ben consigliata. Ascoltare quel consiglio è stata una vera e propria rivelazione

La camminata in condotta, la sua attenzione rivolta verso di me e l’obbedienza con cui rimane tranquilla e pacata a terra, anche se io mi allontano, sono motivo di orgoglio e mi rendono fiera di lei.

Il corso di educazione base è terminato, ma noi non ci fermeremo. Abbiamo ancora tanto da imparare ed è così soddisfacente poterlo fare, insieme!

Adesso posso dirlo LLuvia è la mia pace e la mia gioia.

 

Ciao a tutti.

Mi presento: sono Leonardo Cicogna, presidente dell'Associazione sportiva dilettantistica e-D.O.G. di Druento. Dopo aver maturato una lunga esperienza nel mondo della cinofila, ho deciso di "camminare con le mie gambe" e aprire un centro di addestramento. Inizia così la mia avventura! C'è tanta strada da percorrere, il campo prende lentamente forma. Attraverso questo blog, il sito e i canali social legati alla mia associazione, vi comunicherò progressivamente gli appuntamenti, le iniziative e gli eventi che verranno organizzati e pubblicherò le testimonianze dei cani che seguiranno un percorso all'interno del centro e-D.O.G. per rendervi partecipi del mio mondo.

A presto.

Leonardo

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